Cultura del Vino e del cibo

Aglianico e le sue espressioni – Parte prima

4 Ago 2017
Aglianico e le sue espressioni – Parte prima

Aglianico è un vitigno storico, un vitigno importante, arrivato dall’antica Grecia e mai abbandonato, qui raccontato dalle produttrici Loredana Matrone dell’azienda agricola Cerella e Ilaria Petitto dell’Azienda Donnachiara.

L’Aglianico è coltivato principalmente in Molise (ricordiamo la DOCG Aglianico del Vulture in provincia di Potenza) e in Campania, anche qui è molto diffuso, ed è il vitigno cardine di 2 importanti DOCG: l’Aglianico del Taburno, in provincia di Benevento, in particolare sui versanti del monte Taburno, e il Taurasi, in provincia di Avellino che registra il comune omonimo come centro propulsore della Denominazione.

Loredana Matrone ed il suo vino

Loredana Matrone ed il suo vino

Il Colli di Salerno IGT “CERRELLA” e Loredana Matrone dell’Azienda Agricola Cerrella
“Cerrella”, dato da Aglianico 100% in purezza, è un vino dal color rosso rubino cupo con riflessi purpurei.
Il profumo è ricco di frutti rossi, di ribes e di mora in particolare, mentre in bocca è morbido, affascinante, pieno ed elegante, avvolgente nel suo morbido tannino dal sapore speziato, con un finale intenso e pulito.
E’ un vino elegante e di struttura e si abbina perfettamente a carni bianche, – brasate, in salsa o fritte -, a carni rosse alla griglia, ai piatti della tradizione campana; ottimo per occasioni importanti.

“Io amo degustarlo accompagnato da un buon brasato di bufala, e lo condividerei con Paolo Conte, che è l’artista che ho legato alla mia storia personale, so essere un intenditore di buon vino e buona cucina. Da astigiano sicuramente gradirebbe una serata all’insegna del gusto e della convivialità, riflettendo sull’importanza del “restare umani”.

Loredana Matrone dell’Azienda Agricola Cerrella
L’azienda agricola Cerrella è sita nella campagna di San Cipriano Picentino, in provincia di Salerno, un luogo incontaminato tra colline e antichi casali, dove la storia racconta, fra tradizione e poesia, di popoli antichi. E da documenti del 1754 si leggono le tracce dell’origine del casale: “Proseguendo per la Fontana Vecchia si arriva a Filetta (luogo ove è ubicata l’azienda Cerrella), con i suoi vigneti ed il verde ed i profumi delle colline e del mare di Salerno”.
Una terra vocata per la produzione viticola, con terreni argillo-sabbiosi alternati a strati ricchi di scheletro, con capacità di ritenzione idrica, che permette una maturazione precoce degli acini, sorretta da una bilanciata composizione chimica.
La cura delle viti è seguita con certosina attenzione da Loredana che, prima di produttrice di vino preferisce definirsi “vignaiola”.
“Commercializzare il vino è venuto da se, io da 14 anni mi occupo della mia vigna e lo scopo era creare un prodotto finale unico. Volevo un vino personale e non per il puro lucro ma per il gusto ed il piacere di regalare un pezzetto della mia passione.
Parlare del vino è parlare del mio amore per la natura: in fondo io ho iniziato insegnando Fisica, e Physis era per i Greci la scienza della Natura per eccellenza, da lei parto e a lei ritorno sempre.
La mia vita è certo il risultato di scelte consapevoli ma soprattutto di occasioni colte seguendo la propria indole. Ecco perché mentre si compiva la mia strada da pittrice – la pittura questa mia pulsione-, con tante esposizioni all’estero ed in Italia, all’orizzonte si delineava una nuova avventura cui riportare tutto il mio vissuto e da cui ripartire. La natura incontaminata nei Monti Picentini, la sua storia millenaria nascosta nelle pietre mi ha raccontato di colline baciate dal sole, accarezzate dalla brezza marina ideali per accogliere la vite.
Aver ritrovato nell’impianto della mia vigna dei Pampini reperti Archeobotanici di una preesistente vigna è stato il segno di aver scelto una strada giusta, quel luogo storicamente è stato sempre ideale per l’impianto di vite.
Caratteristica del territorio confermata anche dalle ricerche e pubblicazioni del professor Alessandro di Muro in “Mezzogiorno Longobardo”, che attesta la diffusione della vite proprio a Filetta, dove si colloca la mia vigna, sin da epoca etrusca fino a documenti notarili del X e XI secolo.
Aver conservato anche il preesistente di una varietà autoctona di Tintore e mantenere l’originalità della vigna e del luogo sono alcuni dei passi che la storia di questo luogo e di questo vino mi ha obbligato a fare nel rispetto della vite e della terra.

In fondo è quello che mi piace dell’essere donna, infatti io non mi ispiro ad una in particolare ma ammiro tutte le donne che nelle loro vite riescono a confrontarsi, misurarsi ed affrontare tutto con nuovi stimoli per andare avanti. Un cammino in evoluzione, come nella mia vigna che con la modernità delle nuove tecniche, si ritorna alla tradizione ed al biologico.

I vigneti, l’azienda, le rose, i miei bracchi che mi fanno compagnia ogni mattina per il controllo quotidiano grappolo a grappolo, tutto si fonde e si confonde nell’unica dimensione di una bottiglia di vino: stare a contatto con la natura, rispettarla, è capire che Lei è più saggia ed ha sempre ragione. Osservare lo scorrere del tempo così come viene scandito dal ciclo vegetativo della vite, rendersi conto che la fretta e la frenesia sono malattie del nostro tempo e della nostra società, mi fa rendere conto che nella mia vita tutto si è compiuto in modo naturale con il suo Tempo.

Il tempo è fondamentale nel mio lavoro, l’aglianico è un vitigno che fa aspettare per arrivare a perfezionamento, il suo vino ha bisogno di crescere e maturare; due anni in botte di rovere francese e almeno un anno in bottiglia e cantina – anche il momento in cui lo gusti fa parte del suo giusto compimento.

Dunque alla fine non posso dire altro, calice alla mano, Bibit et Bibet (diclinando il detto latino Vivit et Vivet)”.

Azienda Agricola Cerrella, San Cipriano Picentino (SA)

Il vino Taurasi di Umberto

Il vino Taurasi di Umberto

Il Taurasi DOCG “TAURASI DI UMBERTO” e Ilaria Petitto della Società Agricola Donnachiara
Si tratta di un vino prodotto da uve di Aglianico al 100%, coltivate con principi ecosostenibili in vigneti di proprietà. La lavorazione è effettuata con molta attenzione, a partire dalla raccolta manuale dei grappoli, ad una macerazione post fermentativa di circa 15 giorni per una maggiore estrazione e concentrazione. Poi il passaggio in barrique dove avviane la seconda fermentazione, e la successiva maturazione per circa 12 mesi. Infine un affinamento in bottiglia per circa 24 mesi.
Un lavoro attento, che presenta un vino con ampi sentori di frutti rossi, di ciliegie e prugne, con intense note di spezie e cacao. In bocca il vino è caldo e intenso, con eleganti tannini e lunga e piacevole persistenza.

“Berrei volentieri questo vino con mio padre Umberto Petitto, in quanto vino dedicato a lui, e lo abbinerei alla carne di agnello e patate: il piatto preferito di mio padre”.

Ilaria Petitto

Ilaria Petitto

Ilaria Petitto dell’Azienda Donnachiara Srl
Situata a Montefalcione, nel cuore della produzione delle tre DOCG Irpine: Fiano di Avellino, Greco di Tufo, e Taurasi, la Cantina Donnachiara è una realtà significativa che nel tempo ha contribuito a preservare le migliori tradizioni di un territorio naturalmente vocato alla viticoltura. Donnachiara nasce dal desiderio di Chiara Petitto di dedicare la cantina – storica azienda agricola, di proprietà, dl 1800, della famiglia Petitto -, alla nonna (Chiara), che le aveva trasmesso la passione per la natura e per i grandi vini irpini. Con l’aiuto del marito Umberto Petitto, leader nel settore metalmeccanico e dei conduttori elettrici, e amante del buon vino, nel 2005 danno vita a Donnachiara.

La famiglia Petitto ha sempre avuto grande rispetto per la tradizione e amore per il territorio, che uniti all’esperienza imprenditoriale ed alla forza finanziaria, hanno dato vita ad un progetto in grado di coniugare la qualità, di un’azienda a conduzione familiare che vinifica uve di proprietà, agli standard operativi di una moderna azienda dotata di tecnologia e personale professionale.
La filosofia di Donnachiara è quella di preservare la varietà delle uve tipiche del territorio: sobrietà, eleganza e modernità, sono i principi da sempre promossi dalla famiglia Petitto, e rappresentano il focus del brand Donnachiara.
“Mia madre, dopo la morte del padre, laureato in Agraria e dirigente dell’ispettorato agrario, ha ereditato la bellissima azienda agricola, e ha deciso di smettere di cedere le uve, muovendo i primi passi come produttrice vitivinicola, per vinificarle in proprio.
Nasce subito il sogno di realizzare una Cantina dedicata all’amatissima Nonna “Donna Chiara”, ma le radicate basi sentimentali e erano supportate da una poca conoscenza del settore, per cui si rese presto conto di aver bisogno di aiuto. Io, laureata in Giurisprudenza, avevo già investito molti dei miei anni sulla carriera Notarile, e nel 2008 circa decisi di abbandonare gli studi Notarili per occuparmi di vino.
Confesso che all’epoca non avevo alcuna preparazione, ma ho trovato naturale ed appassionante cimentarmi con lei in questa meravigliosa avventura.
Ecco come è cominciata, è stato appassionante ricominciare a studiare, partendo da zero in un settore completamento nuovo. Questo lavoro però mi ha dato anche l’opportunità di riprendere a viaggiare, ed ho gettato le basi per un importante mercato estero che negli anni ci ha consentito di crescere e continuare ad investire.
Come produttrice ho avuto tantissime soddisfazioni, ho partecipato ad importanti Fiere in tutto il mondo, ed a seminari organizzati da prestigiosi magazine come WineSpectator e Decanter. Credo però di poter dire che l’esperienza più emozionante l’ho vissuta proprio quest’anno durante Vinitaly, quando ho partecipato ad un tasting organizzato da Verona Fiere in collaborazione con WRT wine reserch team e Riccardo Cotarella (il nostro Enologo).
Nella mia carriera sono stati più gli uomini ad ispirarmi, ma se devo pensare ad una donna mi vien in mente Marilisa Allegrini. Ho recentemente letto la sua storia sulla rivista americana, WineSpectator, lei è in copertina, un traguardo ambiziosissimo per una produttrice italiana: è una donna ambiziosa ed intelligente, che merita il successo che ha, e rappresenta senza dubbio un modello a cui ispirarsi.
Se ho dei motti? Ne ho diversi: uno è “Tutto a posto e niente in ordine”. Credo che rappresenti bene la vita, che è fatta di alti e bassi, non va mai tutto bene né tutto male….e poi ancora “Vivi e lascia vivere”, in quanto sono una persona con una mentalità aperta, non sopporto l’imposizione di regole prestabilite, avendo rispetto per la libertà altrui.

Società Agricola Donnachiara Srl, via Stazione, Montefalcione (AV)

Scroll