Cultura del Vino e del cibo

Campania: le sommelier si raccontano (parte 2)

11 Giu 2017
Campania: le sommelier si raccontano (parte 2)

Campania: le sommelier e donne del vino si raccontano attraverso le loro esperienze di vita e di lavoro nel mondo del vino

La sommelier Elena Erman

La sommelier Elena Erman

Elena Erman, il vino è cultura
Elena Erman Sommelier campana lavora presso l’ Associazione Italiana Sommelier, nella Delegazione di Napoli.
Ho deciso di diventare Sommelier quando, regalando il corso AIS ad un amico, rimasi affascinata dal mondo del vino, intuendo quali scenari potessero aprirsi a chi, come me, apprezzava “il buono”.
Fresca di diploma, nel 2003 curavo gli eventi per la delegazione AIS-Napoli. Impresa ardua, ma soddisfacente, fu l’organizzazione della cena regionale per Natale 2004, e di seguito una due giorni sul vino campano con la partecipazione di produttori, giornalisti e tutta la dirigenza AIS Nazionale.

La Catalanesca è il mio autoctono del cuore. Fu Alfonso I d’Aragona, dalla Spagna, a portarlo sulle pendici del Vesuvio. Coltivò questo vitigno insieme al suo sogno d’amore per la giovane Lucrezia d’Alagno, in un giardino sul Monte Somma, che da allora si è rivelato ambiente ideale per la Catalanesca che produce grappoli belli, con chicchi grandi e dorati e caratteristiche decisamente originali. Il disciplinare di produzione è stato approvato solo qualche anno fa ma da sempre i contadini della zona lo vinificavano magnificandone la grande piacevolezza.
Amo abbinarlo con vermicelli alle vongole, piatto semplice che punta tutto sulla bontà degli ingredienti. Amo degustarlo in barca di fronte il Castel dell’Ovo in compagnia degli amici storici, quelli con cui sogno di cambiare il mondo.
Il mio motto: “Il vino è cultura” e “Bevi poco ma bene, sempre”.

La sommelier Fosca Tortorelli

La sommelier Fosca Tortorelli

Fosca Tortorelli, quando il Vino è Vita
Fosca Tortorelli è una Sommelier campana Free lance che ci racconta le sue esperienze. Ha preso l’abilitazione nel 2003 spinta dalla curiosità nei confronti dell’affascinante mondo del vino.
Importanti le esperienze, come sommelier, da Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, Taverna Estia di Brusciano, Veritas di Napoli e le attività svolte con il Gruppo Servizi AIS Napoli. Come non citare il Master Alma AIS e il percorso formativo presso il centro studi assaggiatori di Brescia.
Nel 2005, entrare e lavorare nel ristorante stellato di Don Alfonso è stato fondamentale, si è aperto un mondo davanti a me.

Uno dei miei vitigni preferiti è il Piedirosso, in modo particolare quello dei campi Flegrei, perché è un vitigno delicato e scontroso. Mi ha sempre incuriosito così come la derivazione del suo nome, che trae origine dal fatto che il colore rosso dei pedicelli degli acini ricorda la tinta della zampa dei colombi.
Ben gestito in fase di vendemmia dona un vino estremamente piacevole e profondo. In abbinamento è estremamente versatile, un vino adatto alla cucina marinara, così come a quella terragna, perfetto con un buon baccalà alla napoletana e al contempo ideale su un gustoso coniglio all’ischitana.
Il mio motto: Vino è Vita, è coscienza e incoscienza allo stesso tempo.

La sommelier Iolanda Maria Irene Minasola

La sommelier Iolanda Maria Irene Minasola

Iolanda Maria Irene Minasola e il piacere della conoscenza
Iolanda Maria Irene Minasola lavora presso il RELAIS TENUTA SAN DOMENICO a Capua in provincia di Caserta.
La leva che mi ha spinto a diventare sommelier è stata la curiosità personale; ho intrapreso questo percorso solo per il piacere della conoscenza. La passione è subentrata in un secondo momento. Adesso l’incontro e il confronto rinnovano ogni giorno lo stimolo a proseguire su questa strada. Ogni momento rappresenta un’esperienza di crescita di cui fare tesoro.
Mi viene in mente un episodio di quando una persona si rivolse a me dicendo: “Scusi, ma Lei è la Metro?” e penso tra me e me che, se ami questo lavoro, in fin dei conti può essere bellissimo anche farsi in quattro per chi non capisce neppure cosa stai facendo!

Come tutti i napoletani, ho un grande senso di appartenenza alla mia terra, per questo credo che il Caprettone, un vitigno autoctono che cresce sul versante del Vesuvio che guarda verso la penisola sorrentina, sia una delle espressioni più caratteristiche del mio territorio. Lo berrei con mio padre, abbinato ad un gamberone in pasta Kataifi.
Per il buono come per il bello vale la stessa regola: “Non è buono ciò che è buono, ma è buono ciò che piace!”

La sommelier Lucia Peranio

La sommelier Lucia Peranio

Lucia Peranio la scelta del vino è una scelta dell’anima
Lucia Peranio opera nel Gruppo Di Palo e si muove tra i punti vendita, dove serve il suo “tocco”.
Sono diventata Sommelier quasi per caso passando dall’accoglienza alla sala e dalla sala al vino il salto è stato inevitabile. Tra il 2007 e il 2009 ho lavorato al Veritas, un periodo che mi ha formato professionalmente e mi ha aperto la mente a nuovi orizzonti. Al ristorante “I Bischeri al Vomero” ho avuto modo di conoscere ed apprezzare enologicamente la Toscana. La breve ma intensa esperienza a “La Ninfea” sul Lago Lucrino mi ha insegnato a servire i clienti in tempi ristretti mantenendo eleganza e professionalità.
Un aneddoto che ha cambiato la mia carriera professionale è stato quando, venuto a conoscenza del mio ordine nel sistemare le bottiglie, il direttore commerciale del gruppo Di Palo ha pensato di farmelo fare sugli scaffali dei supermercati. Oggi questo è il mio lavoro.

Amo i vini che sanno parlare di sé, della terra da cui provengono, quelli che parlano sottovoce, come il Piedirosso, detto anche per ‘e Palumbo, un vino leggero ma con una forte personalità, che porta in sé la storia di un territorio ricco di mineralitá e freschezza: i Campi Flegrei, una terra di scosse e vulcani, ma anche di profumi e di mare. Con una Pezzogna o un Coccio all’acqua pazza. Lo berrei con amici che amano come me le cose semplici.
Il mio motto: la scelta del vino è una scelta intima, quando la fai ascolta la tua anima.

Contributo a cura della sommelier e Donna del vino Camilla Guiggi

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