Cultura del Vino e del cibo

Cjarsons, ricetta tipica del Friuli

1 Nov 2017
Cjarsons, ricetta tipica del Friuli

Cjarsons da l’Ostarie, un piatto tipico friulano rivisitato raccontato da Ilenia Vidoni dell’Osteria di Ramandolo

Cjarsons da l’Ostarie
Ingredienti:
Per la pasta:
700 gr. patate farinose,
400 gr. ortiche,
100 gr. farina tipo 00,
2 tuorli d’uovo,
sale e pepe q.b.

Per il ripieno:
300 gr. ricotta vaccina fresca,
50 gr. uvetta,
1 bicchiere di Ramandolo,
20 gr. pinoli,
un pizzico di menta,sale q.b.

Cjarsons dell'Osteria di Ramandolo

Cjarsons dell’Osteria di Ramandolo

Preparazione
Mettere in ammollo l’uvetta nel Ramandolo e fare riposare.
Lessare le ortiche debitamente mondate e lavate in poca acqua salata. A cottura ultimata, scolatele, strizzatele per bene e tritatele.
In un’altra pentola fate lessare le patate, poi scolatele e schiacciatele.
Impastare le patate con i tuorli d’uovo, la farina e le ortiche aggiungendo un pizzico di sale e pepe.
Stendere l’impasto con un mattarello su un piano infarinato.
Ritagliare delle forme circolari del diametro di ca. 12 centimetri e spennellarne i bordi con il tuorlo d’uovo.
Scolare l’uvetta rinvenuta nel Ramandolo e amalgamarla con la ricotta fresca, i pinoli e la menta finemente tritata. Disporre una piccola quantità di ripieno al centro delle forme circolari e ripiegarle su se stesse formando una forma a mezzaluna.
Lessare le mezzelune in acqua salata, scolarle e saltarle in padella con del burro chiarificato.
Impiattare e cospargere con abbondante Montasio stravecchio grattugiato.
Decorare con filamenti di peperoncino secco.

Ilenia Vidoni

Ilenia Vidoni

Ilenia Vidoni
Osteria di Ramandolo
Nimis (UD), Via Ramandolo 22

Come e quando hai intrapreso la professione di ristoratrice?
Ho sempre avuto una passione per la cucina e il buon bere anche se ho fatto inizialmente studi di lingue e marketing.
Inizialmente l’approccio alla ristorazione è stato casuale: come tanti giovani ho cominciato a fare la cameriera nel fine settimana per guadagnarmi qualche soldo, trovandolo comunque sempre un lavoro appagante e stimolante. Tanto che, dopo circa una decina di anni di lavoro d’ufficio, decisi di re-inventare la mia vita diventando sommelier A.I.S. ed entrando nel mondo della ristorazione a tempo pieno. Complice di questa scelta è stato sicuramente anche l’incontro con Pietro Greco, chef professionista che ho sposato nel 2002 in quel di Ramandolo ….. quando si dice “il destino”! Adesso siamo i gestori dell’Osteria di Ramandolo: proprio il luogo in cui convolammo a nozze e festeggiammo il loro matrimonio! Galeotto fu l’incantevole paesaggio di Ramandolo ed il suo nettare.

Qual è l’aneddoto della tua vita che ti racconta meglio?
Sono una persona spontanea, istintiva e sempre alla ricerca del miglioramento e della realizzazione personali, come dimostrano certe mie decisioni, che agli occhi di chi non mi conosce, potrebbero sembrare avventate: per esempio a 30 anni abbandonare un sicurissimo lavoro d’ufficio e ricominciare da capo in un settore completamente diverso oppure, 8 anni dopo, lasciare una posizione altrettanto sicura da maître d’hotel a Merano per ritrasferirmi armi e bagagli a Udine e ricominciare con l’avventura di una gestione autonoma.

Ci racconti un pranzo o una cena indimenticabili o il personaggio più famoso per cui hai cucinato?
Io non lavoro in cucina, ma gestisco la sala.
Ho avuto l’occasione di servire personaggi famosi come Antonio Ricci, Barbara De Rossi, Claudio Bisio, Giorgio Moroder, Giuseppe Battiston e Max Biaggi.
Sono stati tutti incontri gradevoli, ma ogni volta che vedo che riesco a fare stare bene i miei clienti è un bellissimo momento. La cena più indimenticabile finora è stata ieri sera: quatto clienti svizzeri venuti a cena solo per augurarmi buon compleanno di persona! Non riesco a pensare a un regalo migliore!

La ricetta del cuore e perché e a chi la cucineresti?
Le cose semplici sono le più buone! Una buona scelta di formaggi, miele, mostarde e vini passiti: un abbinamento buonissimo, ma informale per esaltare l’aspetto conviviale del vino e il piacere di stare insieme sia con gli amici più cari che per gli sconosciuti che potrebbero diventare cari amici.

A quale donna ti ispiri e perché?
Rita Levi Montalcini , Margherita Hack, Oriana Fallaci, Le Suffragette… insomma tutte quelle grandi donne che hanno dimostrato che l’unica cosa che una donna ha bisogno di far vedere per emergere è la propria intelligenza, non il proprio fisico.

Il tuo motto?
Non si finisce mai di crescere e di imparare

Contributo raccolto a cura di Cinzia Mattioli, donna del vino e ristoratrice in Liguria

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