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Dalla Puglia i consigli di vini e cibi per le feste

22 Dic 2016
Dalla Puglia i consigli di vini e cibi per le feste

“Il menù che propongo durante le festività natalizie prevede almeno un piatto della tradizione pugliese e le varie preparazioni utilizzano prodotti del territorio che seguono la stagionalità. Mi piace citare fra i tanti: il capitone, i cardi o le cartellate. La vigilia di Natale vede sempre protagonista una ricca “zuppa di pesce con crostini profumati all’aglio“.
Nel mio menù di Natale non manca mai un coreografico “soufflè di verdure e polpettine”.
Il pranzo di Santo Stefano profuma di “minestra verde in brodo di tacchinella”.
Il cenone del 31 Dicembre, come da tradizione esalta lenticchie e cotechino da me proposti in “tartellette di briseé con zuppetta di lenticchie e stelline di cotechino“.
Il pranzo del 1° Gennaio è composto da piatti raffinati, leggeri ed elegantemente presentati.
Aperitivo: Biscottini al formaggio
Entrèe: Soufflè al cavolfiore e fonduta alle mandorle
Primo: Fregola ai carciofi e burro al tartufo
Secondo: Rollatine di tacchino con cipollotti e mele verdi su crema di patate
Dolce: Sformatini di panettone, macedonia di frutta esotica, crema inglese alla vaniglia.
Dolci natalizi pugliesi: cartellate, mostaccioli, porcedduzzi, paste di mandorla, torroncini.
Il vino che propongo ai miei ospiti (diventato il mio vino del cuore) è un Bianco Frizzante della Valle d’Itria che abbino a “mandorle speziate” quale graditissimo aperitivo. Chicchi di melagrana nei flutes sono il mio personale augurio.”
Marina Saponari, professional personal chef per Direfaregustare e assaggiatore Onav

Scelgo il vino, oltre che in base al menù, al tipo di cena/pranzo e in base alla compagnia.
Per un’occasione importante scelgo un vino importante, “non quotidiano”, un vino che deve stupire e lasciare un bel ricordo. Anche la compagnia ha il suo peso nella scelta del vino: se è una compagnia appassionata e interessata , propongo un vino particolare, magari poco conosciuto. Mi piace correre dei rischi e far scoprire degli abbinamenti insoliti.
Per le feste regalerei una bottiglia Magnum di un vino rosso d’annata.
A Natale sulla mia tavola non deve mancare l’agnello con le patate in coccio. È una tradizione che mi accompagna sin da piccola: i miei nonni avevano una masseria e hanno sempre avuto degli animali, tra i quali gli agnelli. Per Natale mio nonno, sceglieva il migliore e mia nonna lo preparava con le patate, rigorosamente cotto nel tegame di coccio, nel forno a legna.
Lo abbino al mio vino rosso preferito, un buon primitivo di Gioia del Colle di buona gradazione alcolica, con tannini eleganti e una complessità aromatica importante.”
Lucia Leone, sommelier AIS

Puglia, vini e cibi per le feste

Puglia, vini e cibi per le feste

“Ho un’indole curiosa e nella scelta di un vino mi lascio trasportare dalla voglia di conoscere sempre qualcosa di nuovo. Vado soprattutto alla ricerca di piccole realtà produttive che in molti casi celano delle vere e proprie chicche: è la sorpresa e la scoperta di un territorio con tutte le sue tradizioni, i suoi profumi e i suoi sapori, intrappolati in un calice ad emozionarmi ogni volta come fossi una bambina. Una volta a casa mi diverto a proporre abbinamenti apparentemente insoliti fra vini comprati durante uno dei miei viaggi e piatti della tradizione salentina. Per questo per i miei ospiti speciali scelgo sempre bottiglie speciali e da buona sommelier che si diverte in cucina il menu è abbinato di conseguenza… e mai il contrario!!!

Per la tavola delle feste invece è la tradizione a fare da padrona: le scelte audaci e ricercate lasciano il posto a scelte sicure nelle quali tutti possono riconoscersi. Proprio come una famiglia numerosa che riesce a ritrovarsi unita solo intorno ad una tavola imbandita, stretta nell’affetto e nella consapevolezza che quella è “casa”. A non poter mancare assolutamente è un bel vino rosso proveniente magari da uno dei nostri bellissimi vigneti a ridosso del mare!
Il piatto del cuore non può che essere un piatto della nonna. Secondo le nonne, i nipoti sono sempre “sciupati” ed è una vera e propria missione la loro! Solo chiudendo gli occhi riesco ancora a sentire quell’odore che invade tutta casa, quel calore che scalda prima di tutto il cuore. Il fuoco del camino che brucia lento e la “pignata” che borbotta almeno dalle 7.00 del mattino. Un sugo di carne intenso, saporito, che profuma della nostra terra, abbinato ad un ottimo Negroamaro magari non più tanto giovane!”
Stefania Carlucci, sommelier AIS

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