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Dalla Puglia i consigli di vini e cibi per le feste

22 Dic 2016
Dalla Puglia i consigli di vini e cibi per le feste

“Da diligente sommelier, il vino lo abbino nella maggior parte dei casi rispettando le caratteristiche intrinseche dei cibi e dei vini, seguendo le regole di concordanza e contrapposizione. Confesso, tuttavia, che in alcune circostanze mi faccio guidare da abbinamenti emozionali dove la vera protagonista diventa una bottiglia importante conservata per una circostanza speciale. L’assaggio di un vino per me è sempre un momento unico, speciale, che mi conduce ad una terra, un terreno, una collina, un volto.
Per la tavola delle feste regalerei un vino insolito, di quelli che, per fretta, si assaggiano poco durante l’anno. Sicuramente per creare l’atmosfera di festa non c’è niente di meglio di un bel tappo che salta, del resto a noi sommelier è una delle poche occasioni in cui è concesso fare sentire il brioso botto! Che siano bollicine italiane, straniere o regionali poco importa, purché ogni bottiglia stappata diventi occasione per brindare e festeggiare.
Spaghetti alla polpa di riccio con un Fiano d’Avellino con qualche anno alle spalle è il piatto del cuore e l’abbinamento perfetto con il mio vino preferito!”
Betty Mezzina, sommelier, degustatore ufficiale e relatore AIS

“Come nella vita così anche per la scelta del vino ritengo che non bisogna prendersi troppo sul serio.Per quanto mi riguarda, non è esclusivamente la pietanza che mi guida nella scelta di un vino, ma la compagnia e lo stato d’animo che essa suscita. Di conseguenza, non cerco abbinamenti con cibo perfetti e mirati, ma stappo quello che mi ispira e che in quel momento possa regalare qualche emozione a me e alle persone che mi circondano. Credo inoltre, che i grandi vini non bisogna berli solo per le occasioni speciali. Se ti trovi in compagnia giusta quello è già una grande occasione da festeggiare. Quindi, bisogna stappare.
E chi mi conosce bene sa che a casa mia in prevalenza si stappa la bollicina. Mi piacciono molto gli Champagne dei piccoli RM o del buon Trento DOC nostrano, sempre dai piccoli produttori.
Per le feste non impongo i miei gusti e agli amici regalo il vino che piace a loro, perché il regalo deve far felice quello che lo riceve altrimenti non ha senso.
Non ho un piatto preferito per le feste. Sono molto eclettica e mangio con gusto quasi tutto. Ma in realtà, più del cenone adoro il momento dell’entrè: un po’ di salmone buono, un po’ di foie gras con due crostini di pane, la bollicina buona a sufficienza ed io posso continuare così all’infinito. Chiaramente in compagnia che accarezza il cuore.”
Natasa Zdravkovic, sommelier e degustatore ufficiale AIS

Puglia, vini e cibi per le feste

Puglia, vini e cibi per le feste

“Questione culturale o questione di gusti complicati, la scelta del vino tanto in enoteca quanto da una carta di vini al ristorante è una delle mie fonti più piacevoli di stress psicologico. In primis, è la tendenza a sperimentare a guidarmi nella vita quanto nella scelta del vino più consono al menù, alla cultura dei commensali, all’atmosfera, al tipo di ricorrenza, all’ambiente in cui si dovrà degustarlo. Trovo intrigante ed estatico assaggiare e consigliare vini diversi provenienti da zone vitivinicole anche estreme, con tecniche agronomiche non convenzionali o tecnologie di produzione particolari. La scelta di un vino da viticoltura sinergica o biodinamico è una sfida dell’uomo con la vigna e tale caparbietà è poi interessante “sentirla” nel vino.

Ecco che nelle ricorrenze natalizie più importanti dell’anno, nella quale l’attenzione ai dettagli fa la differenza il vino riveste un ruolo imprescindibile quando c’è da star insieme e da brindare: impensabile festeggiare senza pensare ad un calice da innalzare. Pertanto, ogni bottiglia va selezionata con cura e richiede tempo! In base al menù, di carne e di pesce che sia, cerco di conquistare gli ospiti a tavola con una sequenza di vini certamente in base alla struttura e alla giusta tecnica di abbinamento ma è il gusto personale il discriminante: principio fondamentale è che l’ospite viva un’esperienza sensoriale diversa dalla quotidianità e che ritorni a casa con il ricordo di aver assaggiato qualcosa di particolare. L’inizio delle feste è uguale per tutti, un brindisi di benvenuto è sempre il modo migliore per dar il via alle danze culinarie. Le bollicine della mia terra sono l’ideale e la territorialità è importante nel calice quanto nel piatto. Un metodo classico pugliese magari da Verdeca o Bombino bianco deve incontrare necessariamente il sapore deciso del baccalà fritto per poi cedere il passo gradatamente al rosso: amo il Susumaniello in tutte le sue attitudini e devo ammettere che anche come base del brasato è meno testardo del Primitivo che invece si lascia appassire naturalmente da fichi secchi ripieni di mandorle. E’ questa la vera festa… Cin Cin.”
Antonietta D’Onghia, sommelier AIS

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