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Vino Nobile la denominazione più femminile e giovane d’Italia

Oltre la metà delle cantine guidate da giovani sotto i quarant’anni e il 36% di aziende dirette da donne, il Vino Nobile di Montepulciano ci mostra i futuro del vino

 

 

 

Montepulciano sta vivendo un periodo felice, quasi una rinascenza: i mercatini invernali, la qualità del vino che cresce in verticale e ora un censimento che mostra il Vino Nobile come il più moderno in Italia. Se infatti sta emergendo, una nuova generazione di giovani e di donne alla guida delle cantine, a Montepulciano la tendenza è già una realtà consolidata: oltre il 50% delle aziende è guidata da under 40 mentre le donne dirigono 16 delle 75 aziende associate al Consorzio e in altre 11 sono cointestatarie.

 

<< Il Consorzio del Vino Nobile non ha avuto bisogno di una legge per incrementare il peso delle donne nel proprio CdA>> ha detto Miriam Caporali, Donna del Vino e consigliera del Vino Nobile al secondo mandato << siamo attualmente in tre donne, ma il numero è sicuramente destinato a salire in maniera naturale vista la sempre maggiore presenza di imprese rosa nella nostra denominazione>>. Il riferimento è all’emendamento dell’Onorevole Colomba Mongiello, approvato nel febbraio scorso, che introduce una quota del 30% di donne nei consigli di amministrazione di tutti i Consorzi di tutela: dal formaggio, al pomodoro, dall’aceto balsamico al lardo di maiale. Una norma destinata a far crescere il protagonismo femminile nel mondo agricolo che, tuttavia non sempre può essere facilmente applicata come a Montepulciano. Ci sono comparti,  come il Prosciutto di Parma, dove la filiera produttiva è interamente in mani maschili. Per questo l’Onorevole Susanna Cenni ha fatto approvare un provvedimento che allunga i tempi di quello che tuttavia appare ormai come un processo inarrestabile: il nuovo protagonismo femminile.

 

Montepulciano è un esempio concreto di questa rivoluzione: il 36% delle cantine hanno una direzione femminile. La quota più importante di donne, in posizione di vertice, si trova nelle aree commerciale e marketing (25 aziende pari al 33% del totale) mentre più bassa, anche se in crescita, la quota degli enologi in rosa che sono sette cioè nel 9% delle cantine. Complessivamente il 40% di chi lavora alla produzione di Vino Nobile di Montepulciano è donna. Esiste quindi una corrispondenza esemplare, forse unica in Italia nel settore agricolo, fra la base produttiva e le progressioni di carriera.

 

Ma non è l’unico segno di novità a Montepulciano. La Perla del Cinquecento, così chiamata per lo straordinario patrimonio artistico costruito in quel secolo nel centro preesistente già ricco di capolavori, sta vivendo un autentico rinascimento. L’annata 2013 del Vino Nobile di Montepulciano, presentata nelle Anteprime di febbraio, ha sbalordito critica, buyer e appassionati per una qualità strepitosa: vini armonici, profondi, complessi e insieme piacevoli. Un livello molto alto ma anche generalizzato con un ottimo livello anche delle cantine new entry che tutti si aspettavano in una fase di crescita.

Ultima nota sui mercatini che, dal 2014, hanno letteralmente inventato un nuovo modo di proporsi in inverno come destination turistica. Fin ora le piccole città d’arte e i paesi del vino entravano in letargo dopo la festa di Ognissanti per svegliarsi a Pasqua. Alberghi e ristorati chiusi, poca gente per strada, quasi un letargo. Invece Montepulciano ha dimostrato che è possibile risvegliare il turismo invernale richiamando migliaia di visitatori, soprattutto romani, nei week end dalla fine di novembre all’inizio di gennaio. Poche cose semplici e un clima festoso, animazioni, stand gastronomici e di vero artigianato. Un successone che ha riempito d’invidia tutti i centri vicini e ha dimostrato che la comunicazione, soprattutto social, può riuscire anche dove nessun lo credeva possibile.   

 

 

di Donatella Cinelli Colombini 

 
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