Cultura del Vino e del cibo

Storie di vini e cantine dall’Emilia Romagna

28 Set 2017
Storie di vini e cantine dall’Emilia Romagna

Storie di vini e cantine dall’Emilia Romagna con il racconto di Cristiana Galletti dell’Azienda Podere Riosto

L’Emilia Romagna, data dall’unione politica delle due aree storiche omonime, ed è contraddistinta da due diverse conformazioni morfologiche; la parte settentrionale si allunga nella pianeggiante Pianura Padana, mentre quella meridionale si eleva verso le colline e le montagne che caratterizzano l’Appennino Centrale. Tra queste montagne la più alta è il Monte Cimone a 2.165 m., a sud-ovest di Bologna. Questa uniformità territoriale ha favorito lo sviluppo della viticoltura in quasi tutte le provincie, focalizzando la produzione sul vitigno lambrusco e sul sangiovese e trebbiano, arricchite da una base ampelografica ampia e, in buona parte, autoctona. Ed è sulle prime alture, a sud di Bologna che si protendono verso l’Appennino Tosco – Emiliano che troviamo, dove si produce vino DOC dei Colli Bolognesi che incontriamo Cristiana Galletti dell’Azienda Podere Riosto.

FOR YOU” Spumante Rosé Brut Metodo Charmat –Vite del Fantini e Cristiana Galletti dell’Azienda Podere Riosto.

For You Spumante

For You Spumante

“Siamo un gruppo di persone dedite alla produzione di vino ed al vivere sano a contatto con la natura, il cibo sano, gli alloggi silenziosi, il vino sano, creme per il benessere.
Il Podere Riosto rappresenta un frammento di storia alle porte di Bologna, colline boscose dove le querce ed i cipressi delimitano le vigne ed i ruderi di Riosto e raccontano storie di secoli.
La nostra particolare attenzione è focalizzata sui vini bianchi ottenuti da uve Pignoletto, Chardonnay e Sauvignon, nelle versioni ferme, frizzanti e spumanti. Per i vini rossi, che trovano particolare espressione nel territorio di Riosto, si è fatta una sperimentazione sul clone autoctono rosso che ha preso il nome di Vite (centenaria) del Fantini ed ha un riscontro eccezionale sia nella versione Vecchio Riosto –vino rosso fermo- che nella versione Spumante Rosé 4U.
Ed ora vi racconto la storia della Vite del Fantini:
Nel 2002, durante la festa di Benvenuta Vendemmia, venne un nostro amico, Stefano Galli, con un grappolo in mano e chiede “Cristina, sai dirmi che uva è questa? Ho trovato una vecchia vite attorniata da rovi vicina a casa di mio nonno, vorrei saperne di più”. Io risposi “non so, senti mio padre”.
Con mio padre c’era anche l’agronomo, Federico Curtaz e insieme si avviarono a vedere la pianta (a circa 5 km). Si resero subito conto che era una pianta centenaria (l’età è di oltre 400 anni) ed era “franca di innesto”. La pulirono dai rovi, ne presero dei tralci e alcuni di questi li innestammo quasi subito.
Mio padre diede da analizzare i tralci di vite. La risposta arrivò dopo alcuni anni e, dopo studi approfonditi: il DNA della pianta non era compatibile con altri vitigni.
Questa vite è unica al mondo!
Dopo alcune ricerche però scoprimmo che a ritrovarla fu, nel 1965, il geologo e speleologo Luigi Fantini che, immortalò su lastre di zinco le immagini della pianta per trasferirla in fotografia.
Con la Vite del Fantini, che è a bacca nera, realizziamo anche creme per il viso e per il corpo, ottenute con gli estratti vegetali delle vinacce dopo la pressatura”.

“FOR YOU” Spumante Rosé Brut Metodo Charmat
E’ un vino spumante dal tenue color rosato, che richiama il petalo della rosa selvatica. I suoi profumi sono delicati ed eleganti, con sentori floreali e fruttati di marasca, frutti rossi prugna matura. In bocca si avverte la piacevolezza data da una acidità nascosa da una grande morbidezza con un gusto persistente e invitante. E’ un vino di grande bevibilità. E’ ottimo come aperitivo in abbinamento con stuzzichini saporiti, pesce, crostacei, aragoste e ostriche.

Cristiana Galletti

Cristiana Galletti

Cristiana Galletti dell’Azienda Podere Riosto.
Cristiana seppur crescendo tra le vigne del nonno, inizialmente si impegna nello studio di ingegneria elettronica e, per anni, si occupa di consulenza gestionale presso le aziende. Ma nel 1994 l’azienda agricola, fino ad allora dedita alla vendita dell’uva, incomincia a produrre piccole quantità di vino sfuso. Cristiana segue solo parzialmente e in lontananza questa attività, fino al 2008 quando un brutto incidente, che la vede bloccata a letto per molti mesi, le fa cambiare l’ottica e la visione della sua vita.
“Nel 2008 ho iniziato a seguire la mia attività vitivinicola e agrituristica, con la ristorazione e gli appartamenti, coadiuvata dall’aiuto di mia madre Alessandra che si occupa dell’amministrazione e dal papà Alessandro che si occupa della produzione. Io nel 2012 ho fatto il corso ONAV e forte della mia esperienza passata, mi occupo delle vendite, della comunicazione e del marketing.
Oggi abbiamo circa 16 ettari, e produciamo circa 80.000 bottiglie, un numero ancora contenuto che vendiamo principalmente in azienda –grazie alle tante attività che facciamo-, in Italia e in parte in Finlandia e Germania.
Facendo alcune fiere all’estero, ho capito che il vino è diventato un prodotto internazionale, che ti permette di condividere momenti piacevoli aprendo spazi e nuove relazioni.
L’Italia deve saper valorizzare i suoi territori. Tanti turisti vengono in Italia, non si vende più il vino fine a se stesso, ma il territorio e l’emozione di viverlo.
Come donna ammiro la nostra Presidente, Donatella Cinelli Colombini. L’ho conosciuta quando eravamo una piccola cantina, lei illustrava le sue attività ed io l’ascoltavo. Da lei ho imparato e capito che il turista va accompagnato, coccolato e che dobbiamo tenerlo sul territorio.
Il mio motto? La volontà supera quasi ogni confine.
Società Agricola Podere Riosto, via di Riosto, 12, Pianoro (BO) 

Contributo raccolto a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e Donna del Vino

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