10 grandi bottiglie di autoctoni trentini e altoatesini

10 grandi bottiglie di autoctoni trentini e altoatesini

10 Donne del Vino per 10 grandi bottiglie di autoctoni trentini e altoatesini


Preziose bottiglie di vecchie annate hanno stupito il pubblico della masterclass organizzata dalla Associazione regionale DDV Trentino Alto Adige a Bolzano in occasione di Autochtona.

 

L’invito di Fiera Bolzano per una presenza delle DDVTAA ad Autochtona 2019, è sfociato in una Masterclass dal coinvolgente titolo: “Rarità Preziose”: 10 vini di altrettante produttrici, 10 gioielli di cantina lontani dalle annate in commercio.
Dopo i doverosi e sentiti ringraziamenti da parte della Delegata Romina Togn, l’introduzione della Donna del Vino e comunicatrice Aurora Endrici ha tratteggiato le linee guida della degustazione: un ideale viaggio in mongolfiera tra le diverse zone di produzione, il ritratto caratterizzante di ciascuna produttrice e una lettura partecipata dei diversi vini.


A dialogare, raccontare e descrivere con simpatia e competenza i calici Angelo Carrillo autorevole penna del giornale Il Trentino e Alto Adige, Raffaele Fischetti presidente Fis del Trentino Alto Adige e la Sommelier viaggiatrice Rosaria Benedetti, vicedelegata regionale della nostra associazione.
La collocazione temporale dei vini è compresa tra l’ottimo millesimo 2009 chiamato ad aprire e chiudere le danze e il 2018, mentre quella geografica segue il costante soffio dell’Ora del Garda che perennemente spira da Sud verso Nord.


Prima terna di vini, prima Donna del Vino dalla vivacità instancabile, è Barbara Mottini Scienza dell’Az. Vallarom, con il Lambrusco a foglia frastagliata, Enantio 2009. Dalla Terra dei Forti, un piede franco che dopo 10 anni, conserva gradevolissimi tratti vivaci e che ha saputo mutare la sua naturale rusticità in un sorso nobile ed elegante. A seguire due Marzemino, due sottozone, due produttrici della Vallagarina. Lucia Letrari, Az. Letrari, solida e poliedrica interprete anche di grandi Metodo Classico presenta il più giovane, Selezione 2018, che trae eleganza e speziatura dai terreni basaltici della destra Adige. Giuseppina Raffaelli, Maso Salengo, saggia custode di alcune rare varietà autoctone propone Ziresi Superiore 2016 che colpisce x il soffio di violetta e la sorprendente struttura.
Il volo riprende, la mongolfiera segue la Valle dell’Adige schiudendo qua e la allo sguardo 4 angoli incantati di territorio e quattro vini diversi con un unico comune denominatore , l’annata 2013. A Maso Poli, affacciato sulla Valle dell’Adige, conosciamo Valentina Togn e la sua invidiabile Nosiola, che non sente i segni del tempo e regala inattese vivacità insieme ad una persistente nota varietale di nocciola. Incastonato sopra Bolzano, da sempre lavorato da mani femminili, Judith Rottensteiner, Az. Rottensteiner, propone il suo Santa Maddalena, Premmstallerhof 2018 che lascia il segno grazie al tocco di frutta rossa, all’armonia dei tannini e alla bevibilita gratificante. La luce della Val di Non ci accoglie per mostrarci il vigneto di Silvia Tadiello, Laste Rosse, dal quale viene il suo Groppello di Revò, rarità varietale che oltre ai sentori minerali porta con sé una indimenticabile nota di pepe. Siamo a terra, il viaggio si chiude nel più bel giardino vitato d’Europa con il primo Teroldego, prodotto di Romina Togn, Az Gaierhof. Emblematico e inconfondibilmente varietale, si esprime con sentori fruttati e floreali, un bel gusto croccante e pienezza di bocca.
Sono ancora poi tre i vini del Campo Rotaliano che concludono la Masterclass, diversi per posizione, arte del produttore e invecchiamento. Grande profondità gustativa, sentori di melograno e tamarindo per il 7 Pergole 2013 di Maddalena Nardin, Villa Corniole, un teroldego che nasce dalla zona più fredda del Campo Rotaliano. Lisa Maria Endrici, Endrizzi, sfoggia il Gran Masetto 2010, importante rosso italiano da uve in appassimento che conferiscono profumi evoluti e un sorso sontuoso dalla persistenza infinita. Chiude la degustazione il Sangue di Drago 2009 di Elisabetta Donati, Az Donati. Dalle viti più vecchie del vigneto un vino che dimostra come il tempo attenui il tratto varietale del teroldego, amplificandone le doti di grande vitigno internazionale.


Dieci Donne, dieci produttrici di aziende grandi e piccole, dieci vini che hanno raccontato quanto vale il territorio del Trentino Alto Adige. Dieci bottiglie ricche di sogni, coraggio e soprattutto di femminile determinazione.

Rosaria Benedetti, vice-delegata regionale DDVTAA

Foto di Giorgia Soriani

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