Barolo, un grande vino del Piemonte

Barolo, un grande vino del Piemonte

Barolo, un grande vino del Piemonte, raccontato da una grande donna: Maria Cristina Ascheri

Il Barolo DOCG, coltivato a sud del capoluogo non lontano dalle pendici della catena montuosa delle Alpi e da quella degli Appennini, è il vino più importante e prestigioso del Piemonte. Prodotto dalle sole uve Nebbiolo, nelle 3 sottovarietà di Michet, Rosè e Lampia, si coltiva in un’area, circoscritta all’interno di circa 2.100 ettari, in soli 11 comuni: Cherasco, Verduno, Roddi, La Morra, Grinzane Cavour, Castiglione Falletto, Diano d’Alba, Novello, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba e naturalmente Barolo. E’ una zona ricca di dolci colline, dove i terreni si diversificano per composizione (si passa dal terreno calcareo argilloso a quello marnoso e sabbioso) e per esposizione, trasmettendo ai grappoli diverse caratteristiche ed aromi.

Nel territorio la coltivazione dell’uva Nebbiolo è antica e, in tempi più recenti, il suo vino era molto apprezzato dai nobili e dai Reali di Casa Savoia. Per questo il Conte Camillo Benso di Cavour con l’ausilio di illustri enologi ne migliorò la lavorazione creando il Barolo, così come lo conosciamo oggi, vino famoso e stimato in tutto il mondo.
Dietro a questa Denominazione, divenuta famosa, nacquero tante aziende, talune con vigneti e sedi aziendali in loco, talune altre con i soli vigneti e la sede principale non lontana per un migliore stoccaggio e distribuzione del prodotto.
Tra queste aziende, con poderi a Serralunga d’Alba e Verduno e a La Morra, e sede nel centro della piccola cittadina di Bra, l’azienda Cantine Ascheri.

Il Barolo DOCG e Maria Cristina Ascheri dell’azienda Cantine Ascheri.
Le Cantine Ascheri Giacomo hanno la loro origine in La Morra: in quei luoghi, dove tutt’ora esiste una località denominata “Ascheri”, agli albori del XIX secolo vennero impiantate le prime viti e prodotti i primi vini.
A quei tempi la situazione vitivinicola delle Langhe era ancora primitiva e rudimentale: i vini venivano venduti perlopiù sfusi e il trasporto al luogo della vendita richiedeva viaggi di diversi giorni. Tuttavia la notizia dell’esistenza di un “metodo Ascheri” per la palizzatura della vite (allora considerato all’avanguardia per le moderne soluzioni tecniche impiegate) ci offre la chiara testimonianza di come fin dalle origini la famiglia Ascheri si distinguesse per l’impegno e l’innovazione.
In quegli anni Bra era diventata, grazie alla sua posizione geografica, il più importante centro di diffusione del Barolo, il vino più famoso di queste terre. La cittadina era infatti ottimamente collegata con Torino, mercato vinicolo di grande rilevanza grazie alla presenza della Casa Reale Sabauda proprietaria essa stessa di importanti tenimenti nei dintorni di Bra, fra cui le tenute di Pollenzo e le antiche Cantine di S.Vittoria.
Per questi motivi nel 1880 le Cantine Ascheri vennero trasferite in Bra, dove si trovano tuttora e dove rimangono le uniche depositarie di questa antica e nobile tradizione. Gli anni che vanno dagli inizi del secolo scorso sino ai giorni nostri, sono stati percorsi all’insegna di una progressiva e maggiore valorizzazione dei prodotti.
Ai Vigneti originari di La Morra (da cui si ricavano in prevalenza le uve destinate a Barolo, Barbera d’Alba e Dolcetto d’Alba) sono stati affiancati quelli di Serralunga d’Alba, Verduno e Bra, sempre con l’attenzione ad estendere le proprietà nelle zone più pregiate.

Il Barolo DOCG

Il Barolo Ascheri è un vino prodotto in modo tradizionale con assemblaggio di uve provenienti da diversi vigneti di proprietà situati nei comuni di La Morra,Verduno e Serralunga d’Alba.
Si presenta con un bel color rosso granato intenso, con un bouquet ampio, ricco di spezie dolci, con sentori di sottobosco, fiori secchi e un velato cuoio. In bocca è pieno con una complessa ed elegante struttura, data da tannini armonici che si strutturano formando un piacevole equilibrio. Il suo ideale abbinamento è con le carni rosse, cotte allo spiedo e alla griglia, e con i formaggi stagionati.
E’ un vino longevo e se conservato nelle condizioni migliori, può preservarsi per 20/25 anni.

Maria Cristina Ascheri

Maria Cristina Ascheri dell’azienda Cantine Ascheri.

“Maria Cristina Ascheri è una donna che appartiene al mondo del vino da sempre.
E’ difatti figlia ed è stata poi moglie ed ora è madre di un produttore vitivinicolo ed è attualmente impegnata in primo piano nella conduzione dell’azienda di famiglia.
Come tante donne della terra di Langa si è prima occupata della parte produttiva e quindi di quella divulgativa delle proprie cantine, portando a conoscenza del mondo la realtà legata a questo magnifico prodotto della terra. Parlare di vino e farne scoprire il grande valore è infatti uno dei compiti che maggiormente si addice alle donne, in un mondo che sino a qualche anno fa era quasi esclusivamente maschile.
Attualmente Maria Cristina, coadiuvata dai figli Matteo e Maria Teresa, è alla testa delle cantine che producono i vini classici di Langa e Roero, primo fra tutti il Barolo, creati esclusivamente con i vigneti di proprietà che si estendono attualmente per una quarantina di ettari. Nel 1993 alla realtà vitivinicola si è aggiunta l’osteria Murivecchi e nel 2005 l’Albergo Cantine Ascheri a completare in Bra, un vero e proprio borgo, unico ed esclusivo.
Nel 1988 è stata socia fondatrice dell’Associazione Nazionale Donne del Vino con 800 socie all’attivo e di cui è attualmente vicepresidente da più di 10 anni, dopo esserne stata delegata del Piemonte.
Ricordo con orgoglio quando come rappresentante dell’associazione Le Donne del vino sono stata ricevuta dall’allora presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano.
Mi ispiro a qualsiasi donna che con professionalità ed onestà faccia bene il proprio lavoro.”

Cantine Ascheri, via Piumati, 23 – Bra – www.ascherivini.it

Contributo raccolto a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e Donna del Vino

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