Campania: le sommelier si raccontano (parte 1)

Campania: le sommelier si raccontano (parte 1)

Campania: le sommelier si raccontano (parte 1)

Campania: le sommelier e Donne del vino si raccontano tramite il loro lavoro e la loro passione per il vino, trasmettendoci l’amore per il mondo del vino

La sommelier Alessia Canarino

La sommelier Alessia Canarino

Alessia Canarino, le cose fatte bene richiedono tempo
Alessia Canarino lavora nell’ANTICA HIRPINIA a Taurasi, una Donna del Vino che ci racconta la sua storia.
“Nel 2013 mi sono diplomata come sommelier presso l’Associazione Italiana Sommelier e l’esame è giunto a coronamento di un percorso lavorativo che avevo già intrapreso, in alcune cantine irpine. Tuttavia, pur conoscendo i vini delle aziende presso le quali avevo lavorato, sentivo il bisogno di approfondire ed entrare nei tecnicismi della degustazione. Il corso si è rivelato solo un punto di partenza. La curiosità di approfondire e conoscere meglio il mondo del vino mi ha portato a partecipare ad altri corsi di approfondimento, seminari, al conseguimento del livello 3 del Wine and Spirit Educator Trust, in una continua ricerca per affinare le mie conoscenze.

Il mio battesimo nel mondo del vino ha avuto una madrina di tutto rispetto: l’azienda Mastroberardino, in cui ho cominciato a 24 anni, subito dopo la laurea, in una fase della mia vita dove distinguevo solo il vino bianco dal vino rosso. Durante i cinque anni trascorsi in azienda, ho appreso tanto, assorbendo quante più informazioni, anche tecniche, dalle persone che lavoravano in laboratorio, in vigna ed in cantina. Da lì ho continuato in un’azienda altrettanto di riguardo: Villa Raiano. Ho avuto così modo di stare più a stretto contatto con i produttori e gli attori principali della filiera vitivinicola in Campania.

Sono sempre stata intraprendente, cercando di perseguire obiettivi ambiziosi. Sicuramente uno step importante del mio percorso è stato quando l’Associazione Italiana Sommelier mi ha chiesto di programmare e gestire un corso in lingua inglese rivolto ai sommelier diplomati. E’ stata un’esperienza, reiterata in diverse delegazioni della Campania, particolarmente stimolante. L’obiettivo era di affinare le conoscenze della lingua inglese nell’ambito vitivinicolo, le espressioni e i tecnicismi linguistici, che mi ha poi portato a Malta, dove ho tenuto seminari e degustazioni ai corsisti dell’AIS maltese.

Il Fiano è senza dubbio il mio vitigno preferito, di così facile adattamento ma anche di personalità, se lo si sa aspettare. E’ un bianco che si esprime molto bene con qualche anno di affinamento, come una bella donna, che non nasconde i segni del tempo che passa. Preferendolo con qualche anno in più sulle spalle, mi piace pensare ad un abbinamento con i piatti tipici della tradizione irpina, come una zuppa “accio e baccalà”, tipica del periodo invernale, a base di sedano e baccalà.Il mio motto: Le cose fatte bene richiedono tempo. E così il vino.

La sommelier Michela Guadagno

La sommelier Michela Guadagno

Michela Guadagno Sommelier e Moderna cantastorie
Michela Guadagno ha alle spalle numerose esperienze e varie abilitazioni. Sommelier, degustatore ufficiale e relatrice AIS, maestro assaggiatore di formaggi, assaggiatrice di salumi e di olio, catador (maestro conoscitore del sigaro) e blogger. Ha collaborato, inoltre, come conduttrice per una web tv e come curatrice di articoli di enogastronomia su magazine, riviste specializzate, siti web, in pubblicazioni editoriali di settore e nella comunicazione di eventi enogastronomici. Attualmente è in carica come Consigliere regionale eletta in AIS Campania e responsabile comunicazione e ufficio stampa.

Qualche anno fa scrivevano di me, bontà loro, in un libro a cui ho partecipato con un saggio su “Le donne e il vino” edito da Valtrend Editore, “Moderne cantastorie”, 2013: “una donna di classe ricca di fascino, che non sta ferma un momento per seguire il filo delle sue passioni e curiosità; la si può incontrare in giro per la Campania ovunque ci sia un evento legato alla qualità e al buon gusto. Con una grande voglia di mettersi in gioco, pronta al sorriso seppure con una vena di malinconia nello sguardo, ti affascina con la sua capacità comunicativa, piena di dolcezza ma anche di tanta competenza”.
Oggi un’altra storia: sono per un po’ in disparte a causa di un intervento d’anca e ho guardato da prospettive meglio disincantate, forse va bene una sosta per guadagnare in obiettività e concretezza. Pronta a ripartire, il mio vino del cuore da vitigno autoctono si chiama “Barbetta”, di Antica Masseria Venditti prodotto con uve Barbera del Sannio in purezza. Perché autenticità e lunghezza d’onda non si improvvisano, e sono frutto di una continua progressione di solidità e certezze stabili. Vino identitario, fra equilibrio e versatilità, fresco e deciso si abbina su tanta cucina regionale, lo bevo con chi vuole festeggiare la lealtà.

La sommelier Marianna Cotecchia

La sommelier Marianna Cotecchia

Marianna Cotecchia una Sommelier “aggrovigliata” nei tralci di vite
Ho conseguito il Diploma di Sommelier AIS nel 2011. Mi iscrissi al corso per pura curiosità, e son rimasta “aggrovigliata” nei tralci di vite.
Il mio lavoro è da impiegata nell’ufficio estero in un’azienda di produzione di articoli di lusso, e ho avuto la rara fortuna di veder incrociarsi due delle mie passioni con la personalizzazione di collezioni di penne e di gemelli per camicia dedicate, realizzate per più di un paio di affermate etichette del settore enologico. Continuo a studiare l’affascinante materia del Dio Bacco, sono Degustatore Ufficiale Associazione Italiana Sommelier, e attualmente ricopro la carica di segretaria di Delegazione Ais per i Comuni Vesuviani.

Noi vesuviani abbiamo un legame viscerale con ‘a muntagna bella, i suoi fertili declivi di sabbia e lapilli caratterizzano il corredo aromatico di pregiati vini fin dall’antichità, uno fra questi è la splendida uva tardiva dal grappolo spargolo, gli acini rotondeggianti e la buccia dorata, spessa e croccante, portata dagli Aragonesi nel XV sec. dalla Catalogna, e impiantata alle pendici del Monte Somma: la Catalanesca, che dà un nettare di un bel giallo paglierino con riflessi dorati, dai profumi intensi di albicocca, ginestra, macchia mediterranea ed erbe officinali. E che, fresco e sapido, evolve in una bordata minerale che completa la perfetta espressione del suo terroir. Servito, ben freddo, in versione ferma, come aperitivo, su un risotto baccalà confit e limone, su crostacei scottati alla piastra con crema di ceci, e in versione passita sulla pastiera napoletana, per un pranzo con gli amici di sempre.
Il mio motto: un buon calice condiviso in un’atmosfera gradevole e rilassata, prove di paradiso.

La sommelier Elvira Coppola

La sommelier Elvira Coppola

Elvira Coppola, “Il Vino è Vita”
Elvira Coppola, Sommelier, Degustatore Ufficiale AIS, Vice delegato AIS delegazione Penisola Sorrentina e infine Responsabile Corsi Hotel Hilton Sorrento. Una sommelier di poche parole, ma di molti fatti.
Tanti i ruoli ricoperti nell’AIS, ma un evento importante è stato prestare servizio ad una cena di gala tenutasi in un Hotel meraviglioso in Penisola, ospite il grande Gualtiero Marchesi.
Importante, qualche anno fa, fu una verticale di Amarone dove ho partecipato ancora inesperta per un errore di prenotazione all’evento. Questa degustazione “non programmata” mi ha fatto capire che il vino era nel mio destino. Si può dire che mi ha cambiato la vita. Infatti, in seguito, ho deciso di diventare sommelier! Non solo, dopo l’abilitazione ho conseguito la qualifica di Degustatore Ufficiale e sono un membro attivo nell’AIS Campania.
Il Pallagrello Nero è uno dei miei vitigni autoctoni del cuore, lo abbino ad un piatto tipico campano “ Cavatelli al forno con sugo di salsiccia e funghi, spolverati con una grattugiatina di provolone del Monaco DOP. È il mio pranzo domenicale con la famiglia.
Il mio motto è “ Il Vino è Vita”.

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