Enoturismo all’aperto, ne parliamo a wine2wine

Enoturismo all’aperto, ne parliamo a wine2wine

Donne del vino, Touring Club Italiano e Winemeridian a wine2wine 2020: «Il virtuale non basta: vince l’enoturismo en plein air»

 

Incontro online al forum del wine business martedì 24 novembre alle 12,30 con Donatella Cinelli Colombini, Franco Iseppi, Lavinia Furlani e Fabio Piccoli


Il vino è locomotore dell’export agroalimentare e del turismo italiano con l’energia della sua autenticità ma dopo l’emergenza pandemia, serve una distinzione forte per contrastare la sovrapposizione fra reale e virtuale.
Se ne parlerà a wine2wine, la principale tribuna del wine business italiano in programma online il 23 e 24 novembre insieme a Donatella Cinelli Colombini, presidente Le Donne del Vino, Franco Iseppi, presidente Touring Club e Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, Wine Meridian.

 

Un messaggio forte, fuori dal coro e insieme la proposta di un’alternativa: la wine experience in versione en plein air, che usa il camper e il suo successo 2020, come icona del crescente bisogno di esperienze turistiche partecipate e vere, fuori dai contesti fatti per i turisti cioè dai non luoghi del vino.

 

Wine2wine è il maggiore forum dedicato al wine business, creato da Stevie Kim di Vinitaly International a fianco di una minifiera che ha in OperaWine in collaborazione con Wine Spectator, la prima e più esclusiva passerella del vino italiano.


L’appuntamento online è per martedì 24 novembre alle 12,30.


La scelta di Wine2wine, con la sua capacità di proporre in anticipo i nuovi trend del vino evidenzia la portata della proposta delle Donne del Vino: «Rifiuto dei non luoghi del vino nella realtà come e soprattutto nel digitale e netta separazione dei ruoli fra reale e virtuale – dice Donatella Cinelli Colombini – La rivoluzione digitale accelerata dall’epidemia COVID ha risucchiato nel web l’esperienza del vino e dei suoi luoghi finendo per trasformare una soluzione in una minaccia. La copia del vero, soprattutto in versione digitale, appare infatti persino più attraente. Non va dimenticato che il vino e il turismo del vino italiani hanno invece il loro punto di forza proprio nell’autenticità del reale: la diversità dei vitigni e delle zone di produzione, l’emozione delle esperienze partecipate a contatto con vignaioli appassionati o con i sommelier che li raccontano, la storia e le tradizioni».


Il virtuale non basta anzi, quando sostituisce l’esperienza vera, rischia di penalizzare l’offerta enoturistica italiana perché crea l’illusione del viaggio.
«L’universo della domanda turistica si sta sempre più espandendo e articolando negli ultimi anni – dice Franco Iseppi – Alla funzione del viaggio come relax si è progressivamente affiancato il desiderio di conoscenza (in primis arte, storia e cultura) da soddisfare attraverso la visita ai beni culturali; ai giorni nostri si è poi affermata anche l’importanza dell’enogastronomia non intesa come semplice servizio quanto piuttosto come esperienza e motivazione alla base del movimento turistico stesso. Un’ispirazione ricercata e apprezzata a livello nazionale e internazionale soprattutto in contesti territoriali di qualità non solo paesaggistica ma anche imprenditoriale».


A wine2wine verranno presentate due esperienze dell’estate scorsa – Donne del Vino Camper Friendly (da un’idea della Donna del Vino Elena Roppa) con Touring Club Italiano relativa a 57 cantine e l’Italian Wine Tour realizzato da Wine Meridian in camper visitando le cantine di tutte le regioni italiane – permettono di comprendere le potenzialità di un nuovo approccio basato sulla “wine experience” nella relazione diretta con le imprese, i produttori, i territori di produzione al fine di vivere emozioni vere, momenti unici, non filtrati dal virtuale ma raccontati nel virtuale.


«Nel nostro Italian Wine Tour in camper quest’estate abbiamo visitato quasi 100 aziende – raccontano Lavinia Furlani e Fabio Piccoli – e questo ci ha fatto toccare con mano ancora una volta la straordinaria importanza della wine experience che non potrà mai essere completamente sostituita dai pur preziosi strumenti digitali. È altrettanto vero, però, che le aziende dovranno sfruttare meglio la comunicazione digitale per fare emergere nella maniera più autentica possibile la loro identità più vera».


Il camper ha segnato un +104% di immatricolazioni rispetto al luglio 2019 e si propone come l’icona del nuovo modello di viaggio in scenari e situazioni non “fatte per i turisti” come le vigne. Del resto le città d’arte vuote e città del vino piene nell’estate 2020 evidenziano il trend del turismo post Covid attratto dal green e dalle esperienze enogastronomiche.
Ecco che il rilancio del turismo italiano che ha nel vino, e in generale nell’agroalimentare, i maggiori attrattori di desideri e turisti, passa attraverso la separazione dei ruoli fra virtuale e reale e dal rafforzamento di entrambi. Va infatti interrotto il processo di allontanamento dall’esperienza reale molto forte nell’ultimo anno ma penalizzante per l’offerta italiana che vince proprio perché autentica e in continua evoluzione, capace di emozionare, sorprendere e coinvolgere.

 

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