Fumin, vitigno autoctono della Valle d’Aosta

Fumin, vitigno autoctono della Valle d’Aosta

Fumin, vitigno autoctono della Valle d’Aosta raccontato da Antonella Zilio

 

Antonella Zilio è una giornalista valdostana, Donna del Vino, con un piccolo ‘vezzo’: le piace mangiare e bere bene. Ecco il suo racconto che ci porta ad assaporare le caratteristiche del Fumin un vitigno autoctono della Valle d’Aosta.

Sono fortunata perché ho la fortuna di abitare in Valle d’Aosta: un posto magnifico, dalla bellezza incontaminata con un terroir capace di produrre vini di assoluto pregio.


Il mio vitigno preferito è il Fumin. Si tratta di un rustico vitigno autoctono valdostano, coltivato in tutto il centro della Valle. Ha origini antiche, ma abbiamo notizie certe del Fumin solo nel 1838 da Lorenzo Francesco Gatta, che ne parla ampiamente nel suo “Saggio sulle viti e sui vini della Valle d’Aosta”.


La foglia è di medie dimensioni, pentagonale e trilobata. Il grappolo del Fumin, di dimensione medio-piccola, ha forma piramidale, alata, di media compattezza. L’acino, anch’esso medio piccolo, ha forma sferica, una buccia di buona consistenza, molto pruinosa, di colore blu opaco. La maturazione è medio-tardiva (seconda metà di ottobre), la vigoria piuttosto elevata, e buona la produttività.


Le uve Fumin sono la principale componente (90%) della DOC valdostana Valle d’Aosta Fumin, e concorrono in percentuale minore alla produzione di altri vini DOC della Valle.
Il Fumin può vantare, tra le sue caratteristiche organolettiche, la presenza di un colore rosso rubino intenso con delle sfumature violacee. Ha un profumo intenso e persistente, con profumi intensi e persistenti di frutti rossi. Al gusto si presenta ricco e corposo, caldo, morbido, dal tannino fine ed elegante.


Il Vitigno a maturazione tardiva, con una vinificazione tradizionale e un successivo passaggio in legni differenti ci offrono un prodotto con il carattere del grande vino: fine, elegante e complesso. La perfetta espressione di un terroir unico. Il vino del Fumin non si presta ad essere bevuto giovane, ma necessita di almeno due anni di maturazione.
Il Fumin va servito ad una temperatura ambiente pari a 18-20°C e trova la sua massima armonia nell’abbinamento con carni rosse, civet e selvaggina in generale, oltre che con formaggi di lunga stagionatura.
Adoro questo vitigno perché è in grado di dare vita ad un vino rustico dal profumo intenso e dal gusto caldo ed elegante e ogni volta in cui lo bevo ringrazio mentalmente le tante persone che con il loro paziente lavoro lo hanno custodito con cura e fatto arrivare ai giorni nostri.
E’ sicuramente il mio vino ideale per una pausa con amici soprattutto nelle lunghe serate invernali, all’insegna del mio motto preferito: “Che vita è senza un bicchiere di buon vino?”

 

Contributo raccolto a cura di Camilla Guiggi, giornalista e Donna del Vino
Foto gentilmente concesse da Nicolas Ottin

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