Giappone e Covid 19, lo scenario mercato attuale

Giappone e Covid 19, lo scenario mercato attuale

Tra le varie iniziative di Project Ganbei, pensato da Erika Ribaldi per sostenere l’Italia in questo delicato momento, c’è quello di offrire a tutte le produttrici Donne del Vino , soprattutto a coloro che non hanno accesso al mondo asiatico, un set di informazioni che possano consentire di avere qualche notizia in più sulla situazione Covid-19 nei mercati asiatici.
Grazie a Erika Ribaldi, promotrice di Ganbei, Donna del Vino, già export manager di Frescobaldi sui mercati asiatici, grazie a Elena Caini export sales presso Castello di Meleto e a Francesco De Mauri, responsabile mercati orientali per Tenute Rubino che hanno cercato, tradotto e redatto alcune informazioni su Indonesia, Giappone, Thailandia.
Grazie a: Ron Batori Thailand, Roy Mulyadi Indonesia, Dewi Anastasia Indonesia, Mori San Giappone, Takeuchi San Giappone.


GIAPPONE

Panoramica della situazione relativa all’attuale infezione da COVID19 ed il suo impatto sul Paese:

Alle 8:00 del mattino del 6 Aprile c’erano 3,654 persone contagiate e 73 morti in Giappone. Seguendo la diffusione del nuovo coronavirus, il Primo Ministro Abe ha deciso di fare una dichiarazione di emergenza emanata dal governo che non ha “potere legale vincolante”. Pertanto non ci sono sanzioni se la gente la ignora. E’ più una dichirazione etica, spontanea e discrezionale ma, ovviamente, il popolo la deve rispettare considerandola una priorità assoluta.

Le grandi società ed i grandi gruppi si sono già preparati ed equipaggiati per lavorare da casa, ma non è così per tutte le aziende, specialmente quelle piccole. Pertanto, sfortunatamente, molti lavoratori devono ancora fare i pendolari ogni mattina ed ogni sera. Secondo un rapporto pubblicato dall’Amministrazione Comunale di Tokyo, il numero di passeggeri durante l’ultima settimana era quasi la metà in confronto a Gennaio. Ciò significa che la dichiarazione sta funzionando bene, ma non ancora abbastanza dal momento che il Governo ha un obbiettivo del “70% in meno” di pendolari.

 

Misure prese dal Governo:
Forti raccomandazioni da parte del governo includono l’autolimitazione di uscite non necessarie e non urgenti e l’esortazione a lavorare da casa, l’autolimitazione di eventi, la richiesta di autoisolamento per due settimane per chi proviene dall’estero e restrizioni sui viaggi all’estero. Il Paese non è stato messo in isolamento come è successo in Europa e negli USA e le restrizioni legali sono difficili, quindi si tratta solo di forti raccomandazioni.


EFFETTO SUL MERCATO
La flessione dell’andamento economico nel Tankan di Marzo annunciato dalla Banca del Giappone è peggiorato in maniera significativa. Nell’industria manifatturiera delle grandi corporazioni c’è una diminuzione dal sondaggio di Marzo 2013 e l’industria non-manifatturiera è anch’essa ai minimi livelli da Marzo 2013. La domanda è in declino diretto, con un clima economico in peggioramento di 13 punti e la produzione di macchinari in calo di 15 punti. I servizi collegati ad alloggi, cibo e bevande sono in ribasso di 70 punti.

 

EFFETTI SUI COSTI DEL COMMERCIO
Per quanto riguarda la logistica, gli effetti della carenza di organizzazione di container e l’instabilità della fornitura di parti dall’estero sono più evidenti rispetto ai problemi di costi. La riduzione della domanda globale ha portato ad un senso di crisi dal crollo di Lehman Brothers, includendo problemi di occupazione, chiusura di fabbriche nelle maggiori industrie.

 

IL SETTORE

Nel mercato del vino il governatore di Tokyo alla fine di Marzo ha chiesto fortemente che cibo e bevande siano consumate di notte ed i ristoranti sono anche stati forzati ad evitare di esercitare. Le vendite on-premise si sono ridotte solo del 40% a Marzo, ma in Aprile si sono abbassate drammaticamente di circa l’80%. Se questa situazione continuerà per più di tre mesi, ci si aspetta che i ristoranti vadano in bancarotta uno dietro l’altro, ma il governo non ha ancora fornito misure di chiaro supporto. Le aree metropolitane di Tokyo, Osaka, Kobe e Fukuoka sono tutte sotto Dichiarazione di Emergenza, quindi ai ristoranti, bar e clubs in queste aree è fortemente richiesto (non “ordinato”) di poter stare aperti ma di chiudere alle 20:00 di notte. In pratica quasi nessuno vuole andare a mangiare e bere fuori in questi giorni, quindi tanti ristoranti/clienti on-trade hanno deciso di chiudere temporaneamente e/o fare servizi di catering/asporto.
Per quanto riguarda i vini italiani dipendono largamente sull’on-trade in Giappone, come sapete molto bene. L’on-trade rappresenta il 59% del giro di affari per il vino italiano in Giappone, mentre è al 16% per il Cile, il 38% per la Francia ed il 34% di media, secondo la rivista WANDS. Dal momento che possiamo stimare che le sopracitate città/aree rappresentano probabilmente più dell’80%, o forse più del 90%, del mercato on-trade giapponese del vino, molto sfortunatamente, dobbiamo dire che la situazione per i vini italiani è più dura rispetto ad altri paesi.
D’altra parte nonostante il consumo off-premise, incluso l’on-line, sia forte, i vini di livello sono in difficoltà a causa della concentrazione di prodotti come ReadyToDrink, birra, e whiskey economici tra la categoria dei liquori.

Al momento le attività sono limitate, ma speriamo che quando gli effetti del COVID 19 caleranno, porteremo avanti attività promozionali, eventi e visite in Giappone per rinnovare l’attrattività del vino.

 

Il FUTURO
Non abbiamo nessuna preoccupazione riguardo il vino italiano, vorremmo quindi che voi cooperiate con tutti gli importatori giapponesi per promuovere l’attrattività del vino italiano. Sarà però richiesta più cooperazione e sinergia tra gli importatori ed i produttori.

Link utile 
Giornale Asahi 
Giornale Yomiuri 

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