Passito di Pantelleria raccontato da José Rallo

Passito di Pantelleria raccontato da José Rallo

Pantelleria e il passito due icone presentate da una grande donna: José Rallo


Una piccola isola, una storica azienda, un buon vino e una grande donna: tutto questo è raccolto nell’emozione di un sorso, il Ben Ryé.
Solo 80 kmq di terreno vulcanico, dove l’uomo e la natura convivono, assicurandosi produttività e lavoro. La scarsità di acqua, e l’irruenza del vento, limitano le coltivazioni che si concentrano nelle aree pianeggianti. Muretti a secco ne caratterizzano il paesaggio, costruiti con pietre spietrate dal fondo, intervallano il paesaggio, in parte ne delimitano la proprietà terriera e spesso lo proteggono dal vento. Anche gli antichi fabbricati rurali, i famosi “dammusi”, che sono tantissimi sull’isola, sono originati come muretti a secco: di forma cubica, hanno ingresso ad arco e tetti a cupola. Originali sono anche i numerosi giardini panteschi, ovvero grandi recinti di muri lavici a secco, necessari per contenere l’irruenza del vento, consentendo la coltivazione dei pochi agrumi coltivati con cura.
L’economia, oltre che sul turismo, è improntata su tre importanti coltivazioni: una spontanea varietà di cappero, dal bellissimo e vistoso fiore a calice e corolla, usato in gastronomia grazie al bocciolo del fiore, o come frutto, detto “cucuncio”, lavorati entrambi sotto sale o sotto aceto.
L’ulivo, la tipica pianta mediterranea, nella cultivar “Biancolilla”, da cui si produce un ottimo extravergine di oliva, e infine il vino, anzi, lo Zibibbo.
Zibibbo è il nome del vitigno aromatico, a bacca bianca che si coltiva con vigneti ad alberello, tutelati e riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità dal novembre del 2014.

 

Il Ben Ryé Passito di Pantelleria e José Rallo di Donnafugata

Donnafugata nasce in Sicilia dall’iniziativa della famiglia Rallo che, con passione, ha saputo innovare lo stile e la percezione del vino siciliano nel mondo. Giacomo Rallo – quarta generazione con oltre 160 anni di esperienza nel vino -, fondò Donnafugata nel 1983 insieme alla moglie Gabriella; continuò a seguire l’azienda con grande lungimiranza fino alla sua scomparsa nel 2016.
Oggi la quinta generazione – con José e Antonio Rallo – guida l’azienda di famiglia con l’obiettivo di rappresentare l’eccellenza della Sicilia in Italia e nel mondo, raccogliendo sempre nuove sfide.
Donnafugata raggruppa 5 sedi di produzione: le cantine storiche di Marsala, dove hanno luogo i processi di affinamento e imbottigliamento, la cantina di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale, con 283 ettari di vigneti.
Ad oriente produce i vini di prestigiose denominazioni: Etna, su 18 ettari di vigneto ed una cantina di vinificazione a Randazzo sul versante nord del vulcano, e ad Acate territorio classico della denominazione Cerasuolo e Frappato di Vittoria, su 36 ettari.
Un progetto aziendale che vuole proporre l’eccellenza del vino siciliano da territori diversi, tutti dal potenziale straordinario.
Da non dimenticare la quinta eccellenza: 68 ettari di vigneti coltivati a Zibibbo e vinificati nella cantina di Khamma a Pantelleria, isola vulcanica tra la Sicilia e l’Africa.

 

Il Ben Ryé Passito di Pantelleria DOC
Il Ben Ryé ha un bel colore dorato con classici riflessi ambrati.
All’olfatto si avvertono sentori di frutti maturi e scorze d’arancia candita, su un fondo di macchia mediterranea. In bocca il frutto si abbina alle erbe aromatiche ed evolve al miele, lasciando una sensazione di elegante dolcezza e ampia freschezza in un piacevole equilibrio gustativo.
A tavola è un ottimo compagno dell’anatra caramellata, del foie gras, dei formaggi erborinati e della pasticceria secca. E’ anche un buon vino da meditazione o in compagnia del cioccolato d’autore.
“Ben Ryé Passito di Pantelleria è un vino dolce, un dessert di per sé e pertanto si potrebbe certamente bere da solo.
Immaginando un abbinamento, magari insolito, lo berrei come aperitivo con della bottarga di tonno in modo che la dolcezza del vino, contrasti ed esalti la sapidità della bottarga”.

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José Rallo della Cantina Donnafugata

Dopo un’esperienza professionale in società internazionali di consulenza manageriale, nei primi anni ’90 José Rallo è entrata nell’azienda di famiglia, Donnafugata, di cui oggi è amministratore delegato insieme al fratello Antonio.

“Quando ho iniziato, in azienda ebbi da subito un grande sostenitore, mio padre. Grazie alla sua fiducia ho potuto introdurre il controllo di gestione e via via sviluppare iniziative per lo sviluppo eco-sostenibile e culturale del mio territorio: dal risparmio energetico alla produzione di energia da fonti rinnovabili, fino alla certificazione della carbon-footprint; da 20 anni supportiamo la Scuola Normale di Pisa negli scavi archeologici in Sicilia e ne finanziamo il Premio di Studio “Giuseppe Nenci”.
Con il “Donnafugata Music & Wine Live”, da produttrice e voce solista, ho proposto in giro per il mondo esperienze multisensoriali di vino e musica che hanno dato vita a due CD e memorabili concerti al Blue Note di Milano e di New York, a Pechino, Shangai e Mosca.
Da responsabile del team PR e marketing, la mia sfida è quella di comunicare il fare sartoriale di Donnafugata e rappresentare una Sicilia innovativa e l’eccellenza del made in Italy, nel dialogo tra arte, vino e sostenibilità.”

“Tante sono le mie esperienze professionali che annovero nel mio passato.

Fuori dal settore “vino”, su nomina di Unicredit sono stata la prima donna a far parte del CdA del Banco di Sicilia e ho presieduto anche il Comitato Territoriale Sicilia di Unicredit, impegnandomi sui temi dell’internazionalizzazione dell’innovazione: un’esperienza che è durata 3 anni e che mi ha arricchito molto perché mi ha permesso di confrontarmi con manager di straordinario spessore.

Altre esperienze importanti sono state quelle con i miei genitori, Giacomo e Gabriella, dai quali ho appreso tanto del mondo del vino, e ancor di più della vita, in termini di sensibilità e valori etici.
E poi le opportunità di formazione sia in azienda che fuori, avute con l’Associazione Sommelier, il Wine & Spirits Education Trust, e presso la facoltà di Enologia di Bordeaux, così come con i viaggi all’estero insieme ad altri produttori, alla scoperta di regioni vitivinicole di qualità.

Molto importanti sono anche state le esperienze che mi hanno portato a fare squadra: con i miei colleghi produttori siciliani, da consigliere di Assovini Sicilia, con alcuni dei maggiori produttori italiani, con l’Istituto Grandi Marchi”.
“Raccontando di me, mi piace ricordare un aneddoto che ha segnato positivamente la mia vita: era il 2003 e l’allora Presidente della Repubblica Ciampi aveva programmato una visita in Sicilia e a Marsala, la mia città; il Prefetto mi contatta e mi chiede di tenere il discorso di benvenuto al Presidente, in rappresentanza del mondo dell’impresa.
Ne fui onorata e ci riuscii con grande emozione.

Da allora ho capito che da imprenditrice ho una responsabilità più ampia, una responsabilità sociale per la quale ogni giorno devo dare il massimo, pensando allo sviluppo della mia azienda e nello stesso tempo a quello del nostro territorio”.

Un grande esempio di Donna a cui spesso mi ispiro è in famiglia: mia madre.
Lei si è data anima e corpo all’azienda agricola, ed in Sicilia lo ha fatto da pioniera.
E’ stata una donna di comunicazione straordinaria, come testimonial del vino di qualità ed in alcune scelte che hanno contribuito in modo determinante al successo di Donnafugata: dalla scelta del nome dell’azienda, in quella dei vini e delle etichette d’autore con le illustrazioni dell’artista Stefano Vitale.
E poi, è sua la tessera n. 2 delle Donne del Vino… come non ispirarsi a lei?!

Anche io chiudo con il mio motto riferendomi al vino: proporre vini che si distinguono per piacevolezza e complessità. Vini capaci di elargire felicità a chi li assaggia.

 

Cantina Donnafugata – Via Lipari, 18 – Marsala – www.donnafugata.it

 

Contributo raccolto a cura di Cinzia Tosetti, giornalista, sommelier e Donna del Vino

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