Piemonte, due nuove socie onorarie

Piemonte, due nuove socie onorarie

Piemonte, le Donne del Vino hanno due nuove socie onorarie: sono Laura Pesce, la prima sommelier diplomata in Italia, e Laura Maioglio, titolare del ristorante Barbetta di New York

 

A loro due la delegazione, guidata da Ivana Brignolo, ha consegnato una pergamena e un riconoscimento per ringraziarle per il contributo dato all’Associazione. L’occasione è stata la cena degli auguri ospitata ai MagazziniOz a Torino.


José Pellegrini, giornalista e prima addetta stampa nazionale delle Donne del Vino, ha scritto i due profili sulle nuove socie ad Honorem.

Laura Pesce e Ivana Brignolo Miroglio


LAURA PESCE: UNA DONNA, UN VINO, UN DESTINO.
Laura Pesce nasce a Nizza Monferrato nel 1943, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, come lei stessa dice, a metà di un secolo che ha visto la sua famiglia protagonista di un vissuto tramandato da padre in figlio. Da nonno Mauro Pesce e nonna Angelina, a cui si deve l’inizio dell’attività di ristoratori, a papà Italo e mamma Adriana, che della ristorazione fanno una ragione di vita, con un entusiasmo e una visione dell’accoglienza davvero precorritrici dei tempi a venire. Diventa quindi naturale per Laura trovare in quel contesto elementi sui cui indirizzare i propri interessi e la futura professione.


L’economia della città nella quale cresce, Nizza, è basata in gran parte sulla produzione di vino. Si comincia a considerarlo con un’attenzione nuova, come un importante dono della natura, conoscerlo meglio diventa stimolante, soprattutto per chi come Lei lo propone a tavola con i piatti della grande tradizione della cultura contadina.


L’Ais intanto inaugura i suoi corsi e Laura decide che quello vuol fare. Scoprire il vino in tutte le sue sfumature. Già lo considera parte della sua vita e pensa che valga la pena approfondire la conoscenza della sua complessità, della sua storia. Sono gli anni Settanta, ci sono le prime donne ai corsi per diventare sommelier professioniste e Laura è tra queste. Ha trovato la strada giusta sulle basi del sapere lasciatole dai nonni e dai genitori. Laura sarà la prima a diplomarsi sommelier, a ricoprire cariche in Ais, a imporsi con grazia e fermezza in un mondo esclusivamente maschile. Il suo non è femminismo, è consapevolezza di aver padronanza di una materia a cui la fantasia femminile può dare molto. E’ anticipatrice della presenza dell’altra metà del cielo in vigna, in cantina e a tavola.


Nel 1988 nasce l’Associazione Donne del Vino, riunisce produttrici, ristoratrici, sommelier, enotecarie. Laura entra nel consiglio direttivo della Delegazione Piemontese, a cui porta il contributo delle sue competenze ed esperienze.
Oggi è Donna del vino ad Honorem: perché è davvero un onore averla fra noi.

Laura Maioglio con Bill e Hillary Clinton


LAURA MAIOGLIO: TITOLARE DEL RISTORANTE BARBETTA DI NEW YORK
La storia di Laura Maioglio è diversa. Erano gli anni a cavallo del 1800/1900 quelli della grande emigrazione dal Piemonte, dai paesi del Monferrato come Fubine, devastati dalla fame e dalla filossera. Partivano in cerca di fortuna per l’Europa e l’America . Da contadini con una piccola proprietà, un orto, una vigna distrutta dal micidiale insetto a camerieri, cuochi, muratori, imbianchini,comunque persone dotate di una forte etica del lavoro, orgoglio di campanile, malgrado la dolorosa esperienza collettiva.

 

Si inserisce in questo contesto economico e sociale la storia di Sebastiano Maioglio , il fondatore del ristorante di cui oggi è titolare Laura Maioglio, la discendente della famiglia di Fubine Monferrato emigrata in Nord America all’inizio del 1900., che la Delegazione del Piemonte dell’Associazione Donne del Vino ha il privilegio di accogliere oggi come socia ad Honorem.

 

Una storia di successo quella della famiglia Maioglio, conquistato con molto lavoro e fatica , ma soprattutto con una intelligente preveggenza.
Una storia che ha superato il secolo: il 2006 è stato l’anno del Centenario.
Il nonno Sebastiano inaugura nel 1906 a New York il primo ristorante italiano degno di questo nome. Lo chiama Barbetta, affettuoso omaggio al fratello Vincenzo, che porta la barba, lo dedica alla cucina monferrina.
Niente è concesso allo stereotipo del mangiare italiano diffuso a New York: tovaglie a quadretti bianchi e rossi e vino nel fiasco. Per la sua mise en place vuole tovagliato bianco, il vino quello delle colline del Piemonte, gli arredi sono importanti, in linea con la costante ricerca dello stile italiano.

 

In questo clima evocativo di un’Italia colta e ricca di tradizioni cresce Laura, la figlia di Sebastiano, che si diploma in storia dell’Arte, viaggia in Europa, riannoda i fili con la terra d’origine della famiglia, che l’emigrazione aveva reciso, ma non cancellato. Nel 1962 è pronta per assumere la piena titolarità del Barbetta, che non ha cambiato sede, è sempre rimasto nella cosiddetta via dei Teatri, ma con lei diventa un luogo cult, frequentato dai vertici della politica , dalle stars di Hollywood,dai discendenti degli emigranti italiani e dai turisti curiosi di trovare oltreoceano tracce del Bel Paese . Profumo di tartufi e bagna cauda, polenta e fonduta, insieme a nuove interpretazioni gourmet. Tutto è eleganza italiana, tutto è Piemonte.

 

Le onorificenze assegnate a Laura Maioglio non si contano, così come è ricco il palmares del Barbetta, riconosciuto come locale storico sia fra quelli italiani che fra quelli americani.
Hanno scritto di Lei “quando la classe non è acqua, anzi quando la classe è un buon bicchiere di Grignolino e un piatto di fonduta, avvolti dalla storia”.

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