Pignolo, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia

Pignolo, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia

Pignolo, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia

Il Pignolo è un vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, che qui ci viene raccontato dalla donna del vino e produttrice Antonella Cantarutti dell’Azienda Cantarutti Alfieri

Colli Orientali del Friuli Doc Pignolo e Antonella Cantarutti dell’Azienda Cantarutti Alfieri.
Siamo nell’estremo Oriente italiano, in quel susseguirsi di colline che delimitano e segnano il confine con la Slovenia. Il panorama presenta ordinati vigneti che si alternano a secolari piante di olivo. L’azienda Cantarutti è immersa in questo territorio, e le sue vigne ricevono dal non lontano Mare Adriatico continue brezze che rendono unici ed esclusivi i vini che il territorio produce.
L’Azienda nasce alla fine degli anni ’60, epoca in cui la viticoltura e l’enologia friulana erano agli esordi ed il vino iniziava ad essere presente nelle maggiori piazze italiane. E’ grazie alla lungimiranza, all’entusiasmo e all’attaccamento alle tradizioni che spinsero Alfieri Cantarutti, il fondatore, ad investire in queste terre che oggi, grazie anche al vino, sono diventate famose. I vitigni coltivati, con cura e attenzione in azienda, sono quelli tipici della Regione: Pignolo, Friulano, Ribolla Gialla, Picolit, Refosco dal Peduncolo Rosso e Schioppettino. A questi si uniscono le uve internazionali: Chardonnay, Pinot Grigio, Sauvignon, Merlot e Cabernet Sauvignon.

Pignolo, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia

Colli Orientali del Friuli Doc Pignolo
“Se vogliamo parlare di un vino autoctono rosso penserei subito al PIGNOLO, un rosso d’autore che abbinerei ad una carne di un taglio pregiato e che berrei con gli amici storici”
Il Pignolo è un antico vitigno autoctono friulano, mentre il vino, ancora quasi sconosciuto alla massa, è complesso, elegante, con buona predisposizione all’invecchiamento, importante.
Il colore è rosso rubino, mentre il profumo si apre a piacevoli note speziate, erbe officinali e sentori di sottobosco. Ma è in bocca che si avverte il suo grande carattere: intenso, avvolgente quasi imperioso con tannini fitti ed eleganti, con un corpo prorompente e un piacevole retrogusto.
Visto il suo grande carattere, il vino è un compagno ideale di piatti di carne rossa stufata o alla brace, dei formaggi stagionati e salumi speziati.

Antonella Cantarutti

Antonella Cantarutti

Antonella Cantarutti dell’Azienda Cantarutti Alfieri.
Alfieri ha trasmesso il forte sentimento “agricolo” alla figlia Antonella che, coadiuvata dal marito Fabrizio, da sempre è al timone dell’azienda. Antonella segue con determinazione e costanza l’aspetto commerciale e amministrativo, mentre Fabrizio si occupa della cura dei vigneti, della vendemmia e della vinificazione. Da poco, in azienda, è entrato anche il figlio Rodolfo, fresco di laurea in Viticoltura ed Enologia, che apporta stimoli nuovi e idee innovative. Il concetto lavorativo è quello sostenibile, che è diventato uno stile di vita, un concetto straordinario di tutela del patrimonio, di cui oggi vi è piena coscienza. Tante sono le soddisfazioni che l’azienda ha collezionato negli anni, tra queste anche la spumantizzazione del Pinot Nero, che vede l’azienda Cantarutti pioniera nel Friuli, con le prime sperimentazioni nel 1976, e la prima vera uscita sul mercato con l’annata 1982 con il fuoriclasse “Epilogo di Cantalfieri” Blanc de Noir, mentre l’innovativo “Prologo di Cantalfieri” il Rosé de Noir è uscito solamente con l’annata 2004.
“Io sono nata in azienda, ed il mio primo lavoro è stato quello della cantiniera: seguivo tutte le fasi della produzione, dalla pigiatura delle uve, alla fermentazione e all’imbottigliamento finale. Ma era un lavoro che non mi soddisfaceva, ero attratta dalla vendita e dalle relazioni con i clienti e con gli appassionati di vino. Fin da subito quindi c’è stato un mio cambio di rotta, divenendo nel tempo, la referente aziendale, sostituendomi a mio padre, che sempre volle stare nell’ombra.
In campagna e in cantina è subentrato mio marito Fabrizio, che segue un lavoro attento e meticoloso, considerando che il nostro patrimonio viticolo conta su viti che mediamente raggiungono i 50 anni di età. Solamente il 30% della superficie vitata è impiantata di recente, ben 40 ettari conservano portainnesti storici che ci permettono di mantenere e difendere le caratteristiche della viticoltura tradizionale. Il nostro è uno stile di vita, che ci rende riconoscibili, la cui produzione enologica gode di un’impronta personale, che sembra poesia, ma è sempre di più stile, concretezza e strategia.
Tornando alla mia esperienza, a 24 anni ho iniziato a girare in alcuni mercati esteri per parlare della mia famiglia e per promuovere il nostro mondo e il nostro territorio. E’ stato così per oltre 25 anni, durante i quali mi sono confrontata con vini, culture e persone diverse, permettendomi di approcciare a gusti e abitudini differenti che mi hanno aiutata a preservare il mio equilibrio. Ora il mio gusto è divenuto una palestra sensoriale raffinato e poliedrico.
Ho tanti ricordi straordinari del mio passato, ma l’esperienza recente più importante è stata quella di entrare nelle Donne del Vino, e ancor più nel Consiglio Nazionale. Tutto ciò grazie al sostegno delle colleghe produttrici, enotecarie, ristoratrici e comunicatrici della nostra Regione. Un’esperienza che mi sta permettendo di crescere ancor più a livello personale e professionale. Ci sono tante donne di grande spessore a cui spesso mi ispiro, da ognuna di esse ho tratto qualche elemento significativo ma, in primis Rita Levi Montalcini. Di Lei ricordo una frase: “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno avuto bisogno di mostrare nulla se non la loro intelligenza”.
Concludo con il mio motto che è il titolo di un film: IL DIAVOLO VESTE PRADA.
Grazie a tutti Voi che ci seguite e che condividete il nostro mondo”.

CANTARUTTI ALFIERI società agricola semplice Via Ronchi, 9 – 33048 San Giovanni al Natisone (UDINE)

Contributo raccolto a cura di Cinzia Tosetti, giornalista e Donna del Vino

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