Sardegna, la sommelier Anna Maria Fara si racconta

Sardegna, la sommelier Anna Maria Fara si racconta

Sardegna, la sommelier Anna Maria Fara ci racconta come il vino è stato presente nella sua vita fin dall’inizio

Quando ero bambina e adolescente, odiavo il vino! Mio padre aveva una piccola vigna e una cantina che lo assorbiva completamente e rubava molto tempo alla famiglia. Per lui, la vigna era sacra e io, allora, non riuscivo a capire quella sua passione. Purtroppo, è mancato giovanissimo, quando io avevo 21 anni. Ho cominciato a bere ed apprezzare il vino solo dopo, durante gli ultimi anni di università, nei miei lunghi soggiorni in Francia.

Dopo la laurea in Lingue, ho vinto una ricchissima borsa di studio per frequentare un master in marketing e comunicazione dell’enogastronomia… forse cercavo un modo per riavvicinarmi alla terra che mio padre tanto amava. Ho svolto lo stage in una delle più grandi aziende vitivinicole italiane: la siciliana Duca di Salaparuta, Corvo e Florio; qui mi sono occupata di un progetto che legava i marchi aziendali ad itinerari turistici: Seecily.

Rientrata in Sardegna, ho lavorato per cinque anni nella allora nascente Vigne Surrau, occupandomi di tantissimi aspetti aziendali, ma soprattutto della accoglienza e delle pubbliche relazioni ed eventi.

Nel 2013, ho deciso di intraprendere la carriera di libera professionista, sono diventata guida turistica regionale certificata, poi sommelier AIS, ho preso anche un WSET 1st certificate ed ho lanciato Sardegna Bella e Buona, la mia attività di guida turistica specializzata in tour enogastronomici, la prima in Sardegna.

Surrau, è stata una esperienza straordinaria di crescita umana e professionale che mi ha permesso di acquisire una conoscenza a tutto tondo della vita in cantina. Ho viaggiato tantissimo e incontrato tante e importanti persone nel mondo del vino. Ho poi collaborato con il Consorzio di Tutela del Vementino di Gallura DOCG occupandomi della accoglienza nella sua sede di Olbia e poi con l’azienda Siddura, dove la perfezione è sempre perfettibile.

Oggi, facendo la sommelier e guida, viaggio tutti i giorni in tutto il mondo ma stando ferma nella mia terra: i miei ospiti arrivano da ogni dove e lo scambio continuo mi arricchisce costantemente. Mi sento una ambasciatrice del mio territorio e ne sono fiera.

Ci sono due vitigni sardi nel mio cuore: il primo è quello dell’infanzia, delle feste, dei riti, dei ricordi, della memoria, ed è la Vernaccia di Oristano. Un vino ottenuto da un processo ossidativo, raro e quasi unico, da uve che crescono solo nella valle del Tirso, vicino al mio paese di nascita. La Vernaccia di Oristano è brillante, un gioiello nel bicchiere, ha profumi che sanno di fiori d’arancio, fichi secchi, spezie e aromi terziari unici. Ha delicatezza ed eleganza, ma quando la bevi ha un che di dolce-amaro, è forte e vellutata, forse come siamo noi donne sarde.

Il secondo vino e vitigno del mio cuore appartiene alla maturità ed è il Vermentino di Gallura, la terra che mi ha accolto, dove sono diventata donna, sommelier e Donna del Vino. È anche questo un vino capace di suscitare emozioni, gioia e piacere, quasi voluttà. Come assaporarne un bicchiere fresco in una spiaggia assolata e deserta in tarda primavera, godendo dei colori del nostro mare e dei riflessi del sole. Un vino spesso dorato, che ha bei profumi di frutta bianca più o meno matura, di mineralità granitica ed in bocca è sapido e fresco, come un tuffo ristoratore.
Il Vermentino è compagno ideale del pesce e frutti di mare, dalla aragosta alle cozze. Io ho una particolare passione per i vermentini di qualche anno, che in bottiglia evolvono verso meravigliosi profumi di fiori secchi ed erbe aromatiche che si rivelano con una straordinaria intensità. L’abbinamento per eccellenza della Vernaccia di Oristano è con un classico amaretto soffice a fine pasto. Ma lo abbinerei ancora meglio ad una chiacchiera sul divano con una persona del cuore.
Il mio motto: “Fai le cose con la testa, con il cuore e la schiena dritta”.

Contributo raccolto a cura di Camilla Guiggi, giornalista e Donna del Vino

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